VMWORLD 2021

Al VMworld 2021 tante novità per i cloud provider multi-cloud

Gli annunci fatti al VMworld 2021 confermano il ruolo sempre più centrale che i cloud provider partner dell’azienda possono giocare in un mercato del cloud in crescita e in cui compaiono tipologie di clienti sempre più diversificate da supportare con strumenti e soluzioni innovativi, modulabili e agili.

03 Dic 2021
Figura 1 : L'archirettura di VMware Cloud™ on Dell EMC

Nonostante la pandemia abbia impattato sul flusso di cassa di molte aziende, il mercato del cloud tiene per i partner VMware Cloud Provider grazie ad una crescita della spesa per i data center del 7,4% nel 2021 e al continuo aumentare tra gli oltre 400.000 clienti della necessità di cloud on-premises e di alternative ai cloud hyperscale come risposta a esigenze specifiche che possono riguardare prestazioni, le normative, la latenza e anche la localizzazione.

Sempre più organizzazioni puntano su soluzioni iperconvergenti e affrontano processi di modernizzazione, considerando ormai il cloud come uno standard fornito in modo semplice e fruibile da VMware e dai partner VMware Cloud Provider.

Per cavalcare questi trend positivi , quest’anno al VMworld ecco le nuove soluzioni multi-cloud annunciate, dedicate ai VMware Cloud Provider.

Piattaforma Cloud Provider Core Multi-tenant; rilascio di VMware Cloud Director 10.3

In generale, VMware Cloud Director 10.3 copre tre principali tematiche: il networking, la sicurezza e le app moderne. Per l’aggiornamento del networking e della sicurezza arrivano i servizi vApp Edge, attesi da tempo, completati con la funzionalità vApp di VMware NSX® Data Center per rendere la migrazione a VMware NSX-T™ Data Center più semplice e permettere ai provider di aggiornarsi rispetto agli ultimi servizi di Cloud Director e VMware NSX-T. Anche la gestione dei firewall dinamici distribuita per i provider consente un’automazione completa nell’offrire ai propri clienti una sicurezza policy driven migliorando significativamente sia la loro postura di sicurezza che le loro soluzioni zero trust.

Il networking del gruppo di Data Center rende possibile la comunicazione tra i cluster K8s e VM all’interno della stessa org. In molti progetti di modernizzazione delle app questo permette di superare quelle “lacune” in cui esse devono essere eseguite in una modalità ibrida mentre tale processo e ancora in atto. Con Kubernetes questa release porta il supporto completo per VMware Tanzu™ Kubernetes Grid™ per vSphere e multi-cloud. In particolare supporta l’automazione multi-tenancy rendendo possibile l’isolamento dei tenant per Tanzu Kubernetes Grid per vSphere. Inoltre, i cluster VMware Cloud Director Tanzu possono ora essere supportati anche da VMware Tanzu™ Mission Control™, rendendo Cloud Director un endpoint Kubernetes anche per ambienti ibridi.

Questo è un elemento chiave di differenziazione per i Cloud Provider che desiderano supportare clienti con l’esigenza di utilizzare qualsiasi multi-cloud, pur mantenendo una singola piattaforma di controllo operativo.

VMware Cloud Director è migliorato anche dal punto di vista dell’usabilità con funzione di ricerca e collegamenti più semplici e immediati da usare e personalizzare.

VMware Cloud™ su Dell EMC

Come già accennato c’è un’area del mondo cloud che presenta diverse opportunità per i clienti e che sta continuamente crescendo ed è quella in cui Dell Technologies è leader, con il 29% della quota di mercato nel Q2 2021. La soluzione VMware Cloud™ diventa quindi ancora più performante grazie a Dell Technologies offrendo maggiori vantaggi a livello di cloud a clienti e partner. I provider hanno bisogno di poter supportare le esigenze dei clienti e la loro necessità di cloud altamente replicabili e sostenibili per abbassare i costi delle operations dei giorni 0, 1 e 3. La continua collaborazione di VMware con Dell permette di fornire il meglio del cloud e dell’on-premises con VMware Cloud™ su Dell EMC, una soluzione che nasce dall’incontro dell’hardware Dell con il modello operativo di data center software defined VMware, sia completamente gestito che “as a service”. I partner hanno così a disposizione un cloud ibrido completamente gestito powered by VMware Cloud Foundation™ da eseguire nel proprio data center o in quelli periferici dei clienti, con il team SRE di VMware che controlla 24 ore su 24, 7 giorni su 7, proprio come accade con VMware Cloud™ su AWS.

Questo risolve alcuni problemi di quelle aziende clienti nella gestione ad esempio dei dati legacy che deve restare on premises per motivi di sicurezza e normativi ma che può presentare criticità a livello di latenza e prestazioni.

Figura 1 : L'archirettura di VMware Cloud™ on Dell EMC
Figura 1 : L’archirettura di VMware Cloud™ on Dell EMC

VMware Cloud su Dell EMC è accessibile tramite VMware Cloud Partner Navigator. I partner che rivendono questo servizio (disponibile negli Stati Uniti, in Francia, in Germania e nel Regno Unito) possono ordinare ambienti attraverso questo portale e delegare l’accesso agli utenti finali, se desiderano.

Aspetta, non finisce qui…..

VMware Cloud Director™ con VMware Cloud Foundation™ su Dell EMC VxRail

Con Dell EMC VxRail™ si ottiene lo stack hardware integrato e la presenza di VMware Cloud Foundation, ottimale per guidare uno stack integrato coerente, con inclusa anche la gestione del ciclo di vita. E la multi-tenancy? Anche da questo punto di vista ci sono degli avanzamenti: VMware Cloud Director può ora essere distribuito su un’istanza di VMware Cloud Foundation di Dell EMC VxRail™. Grazie al design convalidato, i cloud provider possono ora aumentare la velocità di erogazione di una soluzione di cloud pubblico su Dell EMC VxRail™ e naturalmente beneficiare di tutto il portafoglio offerto da VMware Cloud Director. Resta tutto compreso nel modello di consumo ‘Flex’ del Cloud Provider, anche i componenti di VMware Cloud Foundation.

VMware Cloud Director su Dell EMC VxRail™ è uno stack di soluzioni preingegnerizzate e a integrazione collaudata per i Cloud Provider, che fornisce servizi cloud privati e ibridi multi-tenant sicuri per PMI e clienti enterprise.

Figura 2: Cosa cambia con VMware Cloud™ on Dell EMC

Perché VMware Cloud Foundation™ su Dell Technologies?

VMware Cloud Foundation™ offre un ampio ecosistema di opzioni ai clienti che desiderano infrastrutture e opzioni coerenti e sicure per il cloud privato e pubblico. Per supportare le organizzazioni IT che cercano il modo più rapido per adottare e mantenere l’infrastruttura iperconvergente, VMware collabora in modo esclusivo con Dell EMC VxRail: Dell EMC VxRail è quindi l’unico sistema progettato congiuntamente con una profonda integrazione di VMware Cloud Foundation™ che proprio su Dell EMC VxRail™ offre una capacità di cloud ibrido non reperibile in nessun’altra infrastruttura che la esegue. VMware Cloud Foundation con integrazione VxRail contiene inoltre funzionalità che semplificano, ottimizzano e automatizzano le operazioni dell’intero SDDC (Software-Defined Data Center) dal giorno 0 al giorno 2.

Dell EMC VxRail on premise offre un’esperienza chiavi in mano che consente ai clienti di innovare continuamente grazie ad un esclusivo Dell EMC VxRail Hyper Converged Infrastructure Innovation System Software e ad ampi investimenti in laboratori di prova Dell EMC VxRail per fornire un sistema in grado di abilitare un’esperienza operativa automatizzata e senza soluzione di continuità, con rischi ridotti per i clienti.

La funzionalità di gestione intelligente del ciclo di vita (LCM) dello stack completo aggiorna automaticamente i cluster con componenti SW e firmware pre-convalidati e pre-testati, per garantire che siano in continuo stato di convalida. Questo permette ai cloud provider di ridurre il loro costo legato alla proprietà e allo stesso tempo di aumentare la qualità del servizio offerto al cliente.

Dell EMC VxRail include anche la gestione attiva SaaS per automatizzare le operazioni per gli ambienti multi-cluster, le funzionalità sicure di call-home del supporto remoto e l’integrazione completa con VMware Cloud Foundation™ SDDC Manager™. Si tratta di un’esperienza unica che non esiste in nessun’altra infrastruttura che esegue VMware Cloud Foundation.

Maggiore scelta di endpoint cloud per i clienti dei Cloud Provider

Ci sono molti annunci sul tema multi-cloud per i partner cloud di VMware e la maggior parte riguarda opzioni aggiuntive per gli endpoint del cloud e una maggiore mobilità del carico di lavoro rispetto al passato grazie alle piattaforme principali dei cloud provider: VMware Cloud Director e VMware Cloud Director Availability™.

Figura 3: VMware Cloud Director e l’ampia scelta di endpoint

Come mostra l’immagine e come già detto, Cloud Director ora supporta Dell EMC vxRail con VMware Cloud Foundation sia come endpoint cloud pubblico VMware che come cloud privato. Inoltre, un altro endpoint cloud è VMware Cloud su Dell EMC, un servizio di cloud ibrido completamente gestito da VMware che un fornitore di cloud può offrire fornendo l’accesso tramite il servizio VMware Cloud Director se viene richiesto tra i requisiti anche l’accesso centralizzato a tutti i cloud dei clienti.

Anche la migrazione dei carichi di lavoro su cloud è diventata più facile con Cloud Director Availability che supporta la configurazione Layer 2 da vCenter on-premises a Cloud,

la migrazione da Cloud a Cloud e il Disaster Recovery. Anche lo spostamento dei carichi di lavoro dai data center di Cloud Director a VMware Cloud™ su AWS è più semplice grazie alla nuova funzionalità di migrazione self-service di Cloud Director Availability. Infine, il time to market, con deployment e aggiornamenti ripetibili di Cloud Stack, è notevolmente ridotto grazie al Cloud Provider Lifecycle Manager 1.2, progettato per gestire i sistemi VMware, giorno 0, 1 e 2.

Una novità del programma è inoltre il supporto per il servizio Cloud Director che gestisce Google Cloud VMware® Engine come endpoint alternativo nell’hyperscale per l’esecuzione di carichi di lavoro VMware del cloud pubblico.

Google Cloud VMware Engine

Il Google Cloud VMware Engine offre un data center software defined (SDDC) VMware in esecuzione su Google Cloud Platform bare metal, basato su Cloud Foundation. Si tratta di un servizio convalidato da VMware ed ora disponibile per i partner VMware Cloud Provider. Questa soluzione viene venduta, gestita e supportata da Google e dai suoi partner, e offre anche un accesso diretto ai servizi di Google Cloud Platform. È disponibile on-demand, così come Reserved Instance per 1 anno e 3 anni con prezzi di consumo flessibili.

Il servizio Cloud Director può connettersi a questa istanza come qualsiasi altro endpoint, proprio come VMware Cloud su AWS e questo permette di offrire un’esperienza di cloud coerente attraverso un altro provider hyperscale in modo che i clienti possano utilizzare un cloud a loro scelta.

Per i cloud provider, questo significa che è possibile estendere Google Cloud VMware Engine alle PMI con una efficiente economia di scala del cloud pubblico. Il servizio Cloud Director è gestito da VMware, erogato come servizio e non porta solo una maggiore agilità del business, ma anche l’espansione della cloud footprint in nuove aree geografiche con un modello a basso consumo, pay-as-you-grow, basato su strumenti ed esperienze con cui si ha familiarità, senza aumentare gli oneri operativi.

Il supporto del servizio Cloud Director per Google Cloud VMware Engine è attualmente disponibile come anteprima.

VMware vRealize® Automation™ Adaptor per VMware Cloud Director

Per completare dell’aggiornamento delle opportunità legate al cloud ibrido dei Cloud Provider, ora a coloro che utilizzano VMware vRealize® Automation™ viene data la possibilità di beneficiare anche dei servizi e delle applicazioni di cloud pubblico VMware Cloud Director di un partner. Utilizzando un nuovo connettore tra vRealize Automation (on-premise o sul sito del provider) e Cloud Director, diventa possibile fornire i servizi Cloud Director direttamente dai loro blueprint vRealize. Questa implementazione va incontro soprattutto alle esigenze dei clienti di cloud pubblico di regioni in cui non è presente una copertura commerciale di cloud hyperscale o di chi desidera utilizzare i servizi cloud dei partner ma preferisce non adottare VMware Cloud Director.

VMware Cloud Provider Lifecycle Manager

Abbiamo finora trattato le soluzioni ideate e fornite in modalità as a service ai clienti per monetizzare ma se si volesse costruire la propria? Questo era possibile con Cloud Provider Pod, ora sostituito da VMware Cloud Provider Lifecycle Manager che permette di costruire un SDDC robusto automatizzando l’implementazione e la configurazione dei prodotti.

Figura 4: Cosa cambia nella nuova versione di VMware Cloud Provider Lifecycle Manager

Le crescenti esigenze dei clienti e le dinamiche in rapida evoluzione nel mondo della tecnologia richiedono ai cloud provider di offrire piattaforme/soluzioni veloci, semplici e moderne ed è proprio ciò che consente di fare il VMware Cloud Provider Lifecycle manager. Questo strumento mira ad automatizzare e semplificare le diverse operazioni, dal deployment al patching, il tutto con un framework pre-testato e pre-validato. I fornitori di cloud possono così concentrarsi maggiormente sulla crescita del business e sull’innovazione e meno su queste operazioni a minor valore aggiunto.

La versione 1.2 di VMware Cloud Provider Lifecycle Manager permette di accelerare l’implementazione attraverso un deployment app-based per operations più semplici e veloci, automatizzando le operazioni del giorno 1 e del giorno 2 e accelerando così il time to market. I cloud provider possono semplificare le operazioni del giorno 2 automatizzando la gestione e gli aggiornamenti dei prodotti attraverso CLI oltre che REST API. Il REST API avvia tutte le azioni in background per gestire i prodotti VMware Cloud Provider ma con la CLI inclusa si ha una maggiore flessibilità – e facilità – nel gestire il proprio ecosistema.  VMware Cloud Provider Lifecycle manager presenta grandi passi avanti nel supportare tutti prodotti VMware nelle loro ultime versioni per un’offerta a prova di futuro.

VMware Cloud Provider Navigator

Figura 5: Un VMware Cloud Provider Navigator sempre più ricco

Il numero di servizi cloud continua a crescere, come mostrato nell’immagine, e aumenta di conseguenza anche la varietà delle soluzioni da offrire ai clienti. Questo permette ai cloud provider di continuare a ricoprire un ruolo di rilievo nel panorama del cloud.

VMware Cloud Disaster Recovery™: DRaaS on demand

La novità per i cloud provider VMware che si presentano sul mercato come MSP è VMware Cloud Disaster Recovery che offre un Disaster Recovery on-demand su VMware Cloud on AWS in modalità as a service facile da usare nell’economia del cloud.

VMware Cloud Disaster Recovery permette l’orchestrazione del disaster recovery, la replica degli snapshot point in time sullo storage S3 Cloud, e l’accensione istantanea con montaggio live su VMware Cloud™ su AWS e un RPO di 30 minuti. Il bilancio costi/benefici del cloud viene salvaguardato grazie a efficienti punti di ripristino immutabili, crittografati e sempre incrementali, memorizzati in modo efficiente sul AWS S3 cloud object storage che si paga solo quando serve.

Figura 6: Il Disaster Recovery con VMware

Per utilizzare VMware Cloud Disaster Recovery, i cloud provider richiederanno un contratto MSP per il servizio e un contratto MSP per VMware Cloud su AWS. I nodi saranno necessari per i test e gli eventi DR che i clienti possono scegliere di fare ‘on-demand’, senza alcun costo di host fino al momento del test o dell’evento DR, oppure pagare per una configurazione pilota di minimo 2 nodi per un recupero più veloce senza provisioning di host.

VMware Cloud Disaster Recovery è ora supportato in 18 regioni VMware Cloud on AWS a livello globale; US West; Oregon & N. California, US East; N. Virginia & Ohio, Canada, LATAM Sao Paulo, Europa; Londra, Francoforte, Parigi, Dublino, Stoccolma, Milano, Asia Pacific; Sydney, Singapore, Mumbai, Tokyo e Seoul.

Per i provider che utilizzano VMware Cloud Director oggi, l’utilizzo di VMware Cloud Director Availability fornisce già DRaaS alle loro istanze VMware Cloud Director on-premises. VMware Cloud Disaster Recovery non è compatibile con VMware Cloud Director ma se un cliente desidera avere il disaster recovery dal proprio vCenter a VMware Cloud su AWS, questo ora può rappresentare una buona alternativa.

I seguenti scenari mostrano come i cloud provider possono fornire ai clienti servizi di Disaster Recovery, coprendo un’ampia gamma di contesti, dalla sostituzione di una soluzione DRaaS esistente alla coesistenza con più configurazioni di endpoint:

Figura 7: I vari casi d’uso di Disaster Recovery

Chi pensa che DR abbia solo un caso d’uso deve ricredersi perché ne mostra almeno quattro che permettono di posizionare VMware Cloud su AWS o VMware Cloud Director in diversi segmenti di clientela in modo ogni volta più conveniente:

  1. Clienti che si liberano solamente dei loro data center di disaster recovery e spostano i siti di disaster recovery su VMware Cloud on AWS, mantenendo i siti primari on-prem. Queste sono le opportunità di DR DC Evacuation
  2. Clienti che hanno già una buona soluzione di disaster recovery on-prem, ma non vogliono espandere la capacità del loro sito di disaster recovery esistente e/o vogliono esplorare il cloud provider VMware Cloud Director o VMware Cloud on AWS iniziando con un caso d’uso a basso rischio. Questi clienti vogliono continuare a proteggere alcune applicazioni nel loro sito di disaster recovery on-prem e completarlo con il disaster recovery nel cloud del provider VMware Cloud Director o VMware Cloud su AWS. Questo caso d’uso può anche essere un trampolino di lancio per il caso d’uso precedente quando il cliente preferisce eliminare gradualmente il disaster recovery center on-premises piuttosto che liberarsene in una sola volta. È un segmento di mercato molto interessante perché in genere già consapevole del valore del disaster recovery e con una solida comprensione delle proprie esigenze DR in termini di dipendenze delle app, RPO, RTO, ecc.
  3. Clienti che non hanno ancora una soluzione di disaster recovery adeguata e si sono imbattuti in problemi logistici mentre cercavano di allestire un sito secondario di disaster recovery. Questi clienti desiderano poter creare in poche ore in modo molto semplice un nuovo sito di disaster recovery nel cloud, all’interno del cloud del provider VMware Cloud Director (utilizzando VMware Cloud Director Availability) o VMware Cloud su AWS (utilizzando VMware Cloud Disaster Recovery) e iniziare a replicare su di essi i propri carichi di lavoro dando loro per la prima volta un adeguato disaster recovery.
  4. Clienti che avranno bisogno di un DR cross-region o back-to-on-prem per i propri carichi di lavoro critici se vogliono seriamente proteggere il business e che ora possono essere accontentati essendo diventato possibile spostare i grossi clienti di DC Evac interamente nel cloud utilizzando VMware HCX® (incluso in VMware Cloud on AWS). Si tratta di un segmento di mercato piccolo, al momento, ma particolarmente interessante dal punto di vista di VMware Cloud on AWS.

Migrazione da VMware NSX® Data Center for vSphere® a VMware NSX-T™ Data Center

Poiché il supporto generale di VMware NSX Data Center for vSphere termina il 16 gennaio 2022, i partner che utilizzano VMware NSX Data Center devono migrare i loro carichi di lavoro su VMware NSX-T. Sia gli ambienti VMware Cloud Director che quelli non VMware Cloud Director possono migrare, sono disponibili strumenti, processi e risorse per entrambi. VMware NSX Data Center Extended Support for Partners è disponibile per tutti i partner (VMware Cloud Director o non VMware Cloud Director) come SKU di supporto da settembre 2021 e i partner possono acquistare l’estensione del supporto se la migrazione si prolunga oltre questa data in pacchetti disponibili in qualsiasi momento prima del gennaio 2023 ma che scadono tutti il 16 gennaio 2023. Dopo questa data, non si possono aprire nuove richieste di supporto, è quindi importante pianificare la migrazione e iniziare subito.

È consigliato migrare prima i tenant di VMware Cloud Director con funzioni non bloccanti in modo che l’impatto del supporto di VMware NSX Data Center for vSphere diventi più piccolo. In termini di strumenti, processi e risorse disponibili, il principale tool riguarda la migrazione da VMware NSX Data Center for vSphere a VMware NSX-T Data Center che ora ha raggiunto la versione 1.3. Questo strumento segue un ciclo di rilascio diverso da quello di VMware Cloud Director e rende il processo di migrazione più robusto con un rollback automatico. Ci sono più opzioni disponibili tra cui scegliere: modalità di pre-controllo, crittografia della password, rollback automatico per favorire il più possibile l’automazione. È meglio scaricare la sua ultima versione e iniziare a valutare quali porzioni possono essere spostate ora senza un grande impatto.

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